“Facchinetti e la Maionchi non mi mancheranno” – Intervista a Morgan (agosto 2011)

Questa è stata una delle interviste più intense e divertenti che abbia realizzato per Leiweb. Uscì il 30 agosto 2011 e fu immediatamente ripresa da tantissime testate e blog perché Morgan, che si stava preparando a condurre una nuova edizione di X Factor insieme ad Arisa, Elio e Simona Ventura, “salutò” i giudici uscenti, Francesco Facchinetti e Mara Maionchi,  con affilato sarcasmo. Parlammo poi della scomparsa di Amy Winehouse e della sua immagine di musicista che stava passando in secondo piano rispetto a quella di uomo di spettacolo.

Morgan: “Facchinetti e la Maionchi non mi mancheranno”

A Morgan piace giocare. Prima di tutto ama farlo con le parole. E spesso questoMorgan-Marco-Castoldi

suo vezzo si è rivelato un’arma a doppio taglio. Dopo le dichiarazioni scandalose riguardo il consumo di droghe e i suoi problemi famigliari finiti sulle pagine dei giornali, Marco “Morgan” Castoldi ricomincia dalla musica. A settembre sarà protagonista della nuova edizione di X-Factor che andrà in onda su Sky. Intanto continua a fare concerti e a lanciare nuove provocazioni.

Parliamo di X-Factor. In autunno vestirà di nuovo i panni del giudice insieme a Simona Ventura, Elio e Arisa. Cosa mi dice di questi suoi nuovi compagni di avventura? Cominciamo da Arisa, l’artista che appare lontana dal suo mondo.
Beh, non la conosco. Devo dire che non ho la sua discografia completa. Però mi informerò e la metterò a fianco a quella di Augusto Martelli, tra gli artisti che iniziano con la “a”. Sinceramente non so nulla di lei e quindi non voglio dare giudizi a priori. Te ne darò uno a posteriori. Risentiamoci alla fine di questa edizione di X-Factor.

Cosa mi dice, invece, della Ventura e di Elio?
Sono molto entusiasta del ritorno di Simona Ventura perché ho condiviso con lei un’esperienza molto formativa in termini televisivi, oltre a una bella amicizia e tanta simpatia. Lo stesso vale per Elio che è un collega con cui condivido l’amore per il gioco verbale. Spero che in questa edizione si possa giocare molto con le parole. E Elio è uno in grado di farlo. Poi abbiamo anche una passione in comune per i testi di Battiato, soprattutto per quelli degli anni Ottanta. Sarà veramente bello confrontarsi con qualcuno che non è un muro di gomma. Con Elio sarà una sfida ad armi pari.

Le mancherà Mara Maionchi?
Non mi mancherà per niente. Devo dire che non mi è mai mancata Mara Maionchi, perché è sempre stata presente sullo chiffon delle mie camicie.

Questa edizione di X-Factor sarà condotta da Alessandro Cattelan. Riuscirà a fare a meno anche di Francesco Facchinetti?
Facchinetti? Lui invece mi è sempre mancato, anche quando c’era.

Morgan, non ha paura che la sua immagine televisiva metta in secondo piano quella di musicista?
Spero di no. In realtà c’è questo rischio, ma cerco sempre di tener alta la bandiera della musica. Per questo motivo sono tornato con il mio manager degli esordi, Valerio Soave, proprio per crearmi una specie di fortino e non essere distrutto dal baraccone televisivo che è spinoso, potente e devastatore.

Qualche settimana fa è morta Amy Winehouse. Aveva 27 anni, la

Morgan
Morgan

stessa età di Morrison, Jeff Buckley, Luigi Tenco e di tanti altri grandi della musica. Ha pensato subito anche lei alla implacabile maledizione dei ventisette anni?
Sì, infatti l’ho detto anche a mia madre quando ci siamo sentiti, perché la prima a darmi la notizia della morte di Amy Winehouse è stata proprio lei. Mi ha detto di non averci neanche dormito perché è una cosa che l’ha molto scioccata. Le piaceva moltissimo Amy Winehouse. Io le ho detto “mamma, la maledizione dei ventisette anni si ripete”. E mia madre mi ha risposto: “cosa c’entrano i ventisette anni, se uno si spacca e si fa così tanto muore”.

Tra l’altro recentemente lei ha anche curato la traduzione e il doppiaggio di un film dedicato a Jim Morrison. Sente di avere qualcosa in comune con lui?
Morrison a me piace molto. Sento di avere in comune con lui l’amore per la letteratura simbolista, per i poeti come Baudelaire, Mallarmè, Rimbaud. Anche la passione per il teatro. Ho uno spirito libertario come il suo. Anche io amo la poesia come atto libertario che può declinarsi in canzoni, scrittura, danza, meditazione, filosofia. Ma sicuramente non nella ricerca del suicidio.

Salvatore Coccoluto

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