Perchè i dischi non vengono registrati sfruttando l’energia alternativa? Piero Pelù lo fece nel 2006. E poi?

Nel 2006 andai a intervistare Piero Pelù in una libreria di Roma. Mi raccontò che aveva appena finito di registrare il nuovo album

Piero Pelù

utilizzando energia generata da pannelli solari. A distanza di quattro anni nessun artista italiano ha provato a fare altrettanto. Perche??? …..Nel frattempo, mentre cerco di scovare una risposta a questo mio quesito, vi ripropongo una parte dell’intervista/incontro con Piero.  Per comodità e per i più pigri ho evidenziato le parti salienti riguardanti l’argomento.

Incontro con Piero Pelù

A Piero piace stupirsi e stupire, giocare con le parole. L’ha fatto con i Litfiba, scrivendo pagine importanti del rock italiano, e poi nella sua carriera da solista, rischiando spesso di incappare in una critica non troppo tollerante. «Mi piace rischiare – racconta – altrimenti non mi sembra nemmeno di vivere. Non è un rischiare fine a se stesso, ma sempre finalizzato alla sperimentazione». Anche quando il successo avrebbe potuto fargli tirare i remi in barca per godersi i frutti del suo lavoro, il suo impegno sociale, negli anni, è rimasto immutato. Protagonista di campagne pacifiste, dopo essersi battuto contro il nucleare, in difesa delle minoranze etniche, con il video di “Tribù”, girato qualche mese fa nel deserto tunisino, ha lanciato un messaggio ecologista molto forte, una critica all’utilizzo “folle” dell’oro nero, che nelle immagini schizza all’impazzata da una serie di giacimenti, mentre Piero e il suo gruppo continuano imperterriti a suonare. Gli chiediamo di spiegarci questa tappa del suo cammino artistico e umano. «Intanto la constatazione che il petrolio, che sta dominando la nostra vita quotidiana, è una fonte di energia sporca sotto tutti i punti di vista, primo perché inquina, secondo perché provoca guerre che sono particolarmente “sporche” anche queste. Sono fortemente convinto che la ricerca di energie alternative sia fondamentale per il nostro futuro». Non sono chiacchiere fini a se stesse quelle di Piero, ma fanno parte di un impegno reale portato avanti in questi ultimi mesi. Infatti, il nuovo album è stato interamente realizzato sfruttando fonti di energia diverse dalle solite. «Questo disco l’ho registrato con l’energia generata da pannelli solari. Gli amplificatori funzionavano alla grande, riuscivamo a produrre 220 volt. Tutte le macchine andavano al massimo e in più ho avuto la soddisfazione di sapere di non avere inquinato assolutamente. Probabilmente è il primo disco delle storia che viene realizzato in questa maniera». L’artista fiorentino è orgoglioso di questa scelta e dei risultati ottenuti. In faccia è un disco dal suono essenziale, spontaneo, come Piero. Ma chi è cresciuto con la sua musica e le sue battaglie ne avrebbe di dubbi da risolvere. Gli chiediamo se lui, con l’album del 1992, Terremoto, si rende conto di essere stato un simbolo per molti giovani, di aver cantato il pensiero di una generazione di adolescenti allibita di fronte al tortuoso passaggio dalla “prima” alla “seconda” Repubblica, alle stragi di mafia, a una televisione sempre più controllata e in fase di declino. «Non credo di essere stato un simbolo, ma sicuramente un testimone, uno che ha analizzato a fondo la situazione. Qualcuno l’ha capito, qualcun altro no, ovviamente fa parte del gioco. Era un momento storico importantissimo, purtroppo è stata una stagione e basta, si doveva fare di più». Poi un abbraccio e se ne va.

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