Il 28 aprile esce “Gianna Nannini. Amore e musica al potere”

Il 28 aprile esce il mio settimo libro, “Gianna Nannini. Amore e musica al GIANNA_NANNINI_frontepotere”  (Imprimatur, euro 16), che racconta decenni di rock, impegno e irriverenza dell’artista toscana. La sua storia, le canzoni e le battaglie.

La libertà di fare «quello che sente» è stata la scintilla che ha generato la deflagrazione Gianna Nannini. Ciò che l’ha spinta a fuggire, scrivere, comporre, creare. Una libertà che da quarant’anni sentiamo nella sua voce graffiante, marchio inconfondibile della sua arte, sia quando la usa come un megafono impazzito sia quando diventa un sussurro di passione.

Questo libro è un viaggio nella poesia, nella musica e nella storia dell’artista senese, che parte dall’ascesa della famiglia Nannini e dalla nascita di Gianna per arrivare al presente. Nel mezzo ci sono decenni di canzoni e di ribellioni, di battaglie per l’emancipazione femminile e per il rispetto dell’ambiente, sortite nel mondo cinematografico e in quello dell’arte contemporanea. Fino alla gioia della maternità, alla sua vita nuova, ai concerti in cui continua a distribuire amore, mettendo al centro le parole e l’energia, il rock e la passione, al grido di: «La musica al potere».

Il libro è già prenotabile su Amazon:

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Numeri uno al Foro Italico – Le interviste a Roberta Vinci e a Fabio Fognini su La Freccia

Questo mese, sul nuovo numero del magazine La Freccia, ho parlato di uno sport che seguo fin dall’infanzia: il tennis. Nello specifico ho dedicato spazio a uno degli appuntamenti imprescindibili per ogni appassionato: gli Internazionali BNL d’Italia, che si terranno a Roma dal 2 al 15 maggio. Per l’occasione ho intervistato i nostri numeri uno: Roberta Vinci e Fabio Fognini. (Cliccare sulle pagine per ingrandirle)

“Della fatal quiete”, l’impresa (riuscita) di Beppe Giampà

Impresa riuscita. È questo il primo pensiero che ho avuto dopo aver ascoltato Della fatal Della Fatal quiete_copertinaquiete, il nuovo album di Beppe Giampà dedicato alla poesia dell’Ottocento. Sì, perché  il cantautore piemontese ha pienamente raggiunto l’obiettivo di dare nuova linfa e una prospettiva inedita ai memorabili versi di Giosuè Carducci, Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Giovanni Pascoli, vestendoli di melodia e di suoni. Il risultato non era per niente scontato, considerata la complessità della metrica, la portata letteraria delle opere e la loro appartenenza a un’epoca ormai lontana. Giampà è riuscito a far incontrare la bellezza di antichi versi, senza modificarne nemmeno una virgola, con melodie e arrangiamenti accattivanti, curati insieme a Manuel Daniele, che si rifanno alla migliore tradizione cantautorale arricchita di venature etniche.

Il disco si apre con San Martino di Giosuè Carducci, che l’artista ci restituisce in una versione eterea ed elegante, sostenuta dal pianoforte di Marco Genta, a cancellare definitivamente dalla nostra mente l’adattamento kitsch che Fiorello propose negli anni Novanta. Giampà canta i tormenti leopardiani contenuti nei versi di Alla luna e, accompagnato da sonorità etno-folk, la malinconia dell’esilio che Ugo Foscolo ha raccontato in A Zacinto. Passa poi attraverso la visione foscoliana della morte con Alla sera, da cui è tratto il verso che dà il titolo all’album, per tornare nuovamente a Carducci con Tedio invernale e Pianto antico, quest’ultima dedicata dal poeta al figlio Dante, morto all’età di tre anni. Nel disco ci sono anche un paio di incursioni nella poesia del Novecento:  La petite promenade du poète di Dino Campana e Non sto pensando a niente dell’autore portoghese Fernando Pessoa. Il viaggio si chiude con una delle liriche più importanti di Giacomo Leopardi, L’infinito, in cui la tenue voce del cantautore, supportata ancora dal pianoforte, ci accompagna nella quiete di quel verso finale scolpito nella storia della letteratura italiana: “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Della fatal quiete è un disco adatto a tutti: ai bambini e agli adolescenti, a cui potrebbe rendere più semplice l’apprendimento di questi capolavori, agli adulti, che avrebbero modo di riscoprire liriche velocemente accantonate ai tempi della scuola, e infine agli stranieri che desiderano conoscere la nostra letteratura. È  un lavoro che non ha scadenza, non si consuma in una stagione. Durerà nel tempo, ve lo assicuro, come tutto ciò che nasce dall’ispirazione.

L’articolo é stato pubblicato anche su Radio Web Italia:

‘Della fatal quiete’, l’impresa (riuscita) di Beppe Giampà

“Pino Daniele. Una storia di blues, libertà e sentimento” su Radio Libri

Venerdì 18 marzo Radio Libri, la prima web radio dedicata al mondo Radio Libridell’editoria, ha parlato di “Pino Daniele. Una storia di blues, libertà e sentimento” (Imprimatur). Clicca sull’immagine al lato o sul link sottostante per ascoltare la puntata di Play Music dedicata al mio libro. Grazie a Radio Libri per questi sette minuti di musica e parole.
http://www.radiolibri.it/play-music-pino-daniele-una-storia-di-blues-liberta-e-sentimento/

“Desiderio del nulla” su Mescalina.it

Qualche giorno fa è uscita una bella recensione del mio libro “Desiderio del nulla. Storia della new wave italiana” (Stampa Alternativa) sulla testata musicale Mescalina.it, a cura di Eliana Barlocco. Ve ne propongo un paio di estratti.

“Coccoluto, dopo una breve panoramica sugli albori del movimento in terra straniera (Gran Screenshot_2016-02-21-07-40-39Bretagna e Stati Uniti) si e ci butta a capofitto nella scena italiana. Ripercorre quindi la terra emiliana: Gaznevada, Rats fino alla paranoia dei CCCP, proseguendo coi Kirlian Camera. Si sposta poi a Firenze che forniva negli anni 80 il sessantadue per cento del prodotto musicale indipendente di tutta la nazione.arrivando a essere definita da molti addetti ai lavori la culla del rinascimento rock…, tratteggiando le caratteristiche dell’ambiente fiorentino in cui hanno visto i natali i Litfiba, i Diaframma, i Moda.

[…]

La ricostruzione è accurata. Completano il libro una scheda bibliografica e una sitografica, peccato non vi sia una discografia raggruppata, ma ad ogni modo durante la lettura vengono citati i lavori dei vari gruppi. Maggiore spessore al libro è dato anche dalle interviste ai protagonisti dell’epoca: ad esempio abbiamo le voci di Gianni Maroccolo, Daniele Trambusti, Giancarlo Onorato e tanti altri. Voci che contribuiscono a definire la ricerca che in quegli anni avveniva negli ambienti underground”. (Eliana Barlocco, Mescalina.it).

Qui potete leggere la recensione completa:

http://www.mescalina.it/libri/recensioni/salvatore-coccoluto/desiderio-del-nulla-storia-della-new-wave-italiana