Al Foro Italico per tornare al top – Intervista ad Andreas Seppi

Si avvicinano gli Internazionali BNL d’Italia di tennis, che si terranno al Foro Italico di Roma dal 10 al 21 maggio. Nell’attesa ho intervistato uno dei nostri ragazzi per il magazine La Freccia di maggio: il tennista altoatesino Andreas Seppi.

 

Ardea, sabato 1° aprile omaggio a Franco Califano

A quattro anni dalla scomparsa di Franco Califano, artista, poeta che ha cantato l’amore in Locandina 1° Aprile Anniversariotutte le sue sfaccettature, la Trust Onlus a lui intitolata organizza la prima “lectio magistralis” dedicata ai suoi memorabili versi. L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Filarmonica Città di Ardea e patrocinato dal Comune della città, si terrà sabato 1° aprile ad Ardea, nelle stanze della Casa Museo “Franco Califano”, che custodisce il ricordo del Maestro, fra fotografie, cimeli e rarità. Sarà il professor Pierfranco Bruni, scrittore e critico letterario, a tenere questa lezione sulla poesia dell’artista, analizzando e approfondendo la scrittura e il linguaggio dei suoi testi. “In passato – dichiara Antonello Mazzeo presidente della Trust Onlus e amico storico di Califano – si è parlato troppo spesso e troppo a lungo del Maestro evidenziando aspetti della sua vita piuttosto che le qualità dell’artista che era ed è. Ho condiviso molti anni con Franco che è stato per me più di un fratello, tuttavia non credo di essere di parte affermando che la sua era pura poesia. Ringrazio a nome della Trust Onlus il Professor Bruni che con la sua presenza, oggi restituisce a Califano il valore che gli appartiene da sempre”.

La commemorazione si aprirà alle ore 15 con la celebrazione di una Messa presso il cimitero nuovo di Ardea, in via Strampelli, per poi continuare negli spazi della Casa Museo, a partire dalle 16, con la conferenza del professor Bruni e le incursioni musicali di Alberto Laurenti, collaboratore di Califano fino all’ultimo giorno della sua vita, che interpreterà i suoi pezzi più belli e intensi. “Franco Califano – spiega il professor Bruni – può considerarsi parte di quella rosa di poeti maledetti ai quali si deve la trasformazione della poesia italiana. La musicalità del verso, la possibilità di darne interpretazione anche senza musica, rende le sue canzoni, come ‘Tutto il resto è noia’ o ancora ‘Ok papà’, vera poesia. La malinconia ironica e il sorriso amaro lo avvicinano senza dubbio alla poetica di Leopardi svelando, inoltre, la fragilità dell’uomo che, proprio perché provato dai dolori della vita, sceglieva di indossare la maschera sul palco. Califano conosceva molto bene la lirica greca come la letteratura e a lui come Trilussa va il merito, di aver restituito dignità nazionale al linguaggio dialettale”.

Questo articolo è uscito anche sul sito di Radio Web Italia: http://bit.ly/2mW9JYD

Parma, raccontando Mia Martini al Conservatorio “Arrigo Boito”

L’emozione è stata intensa, perché non capita tutti i giorni di presentare un libro di fronte a una platea così vasta (oltre 300 persone). Addirittura hanno dovuto chiudere le porte perché non c’era più spazio nello splendido Auditorium del Carmine: questo vuol dire che Mia Martini e le sue canzoni sono ancora nel cuore della gente. Raccontandola, cerco di dare il mio piccolo contributo alla conoscenza della sua arte e del suo vissuto.

Voglio fare i complimenti agli allievi del Corso di Canto Popular del Conservatorio, che hanno interpretato alcune delle più belle canzoni di Mimì rivisitate dal Maestro Emilio Ghezzi, alle insegnanti, che hanno organizzato questo appuntamento con passione, competenza e dedizione, e a Lucia Brighenti con cui ho dialogato. Grazie di cuore al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” e alla città di Parma per l’abbraccio intenso e caloroso.

Alcune foto a documentare questo bel momento di musica e parole andato in scena l’11 marzo 2017.

Parole da ascoltare 2017: da Mia Martini a Shostakovich

Sabato 11 marzo, nell’ambito della rassegna Parole da Ascoltare 2017, presenterò Mia Martini. Almeno tu nell’universo (Imprimatur) al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma. Con me ci sarà la giornalista Lucia Brighenti. Per l’occasione gli allievi del Corso di Canto Popular del Conservatorio interpreteranno alcune delle più belle canzoni di Mimì rivisitate da Emilio Ghezzi. L’evento inizierà alle ore 17. Ingresso gratuito.

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Roma Jazz fa 40

Sul nuovo numero di Note, in distribuzione da oggi, un mio articolo sui 40 anni del Roma Jazz Festival che contiene un paio di battute con il sassofonista Daniele Tittarelli, protagonista della serata del 21 novembre insieme alla Mario New Talents Orchestra, e con Mario Ciampà, direttore artistico della manifestazione.

 

Roma Jazz Festival, 40 anni suonati – Intervista a Enrico Rava

Il Roma Jazz Festival compie 40 anni  e li festeggia dal 6 al 23 novembre intervista-a-enrico-rava_la-frecciacon un’edizione ricca di grandi nomi. Tra gli appuntamenti spicca il concerto del trio formato dal trombettista Enrico Rava, decano del jazz mondiale, il giovane pianista Giovanni Guidi, 31 anni, uno dei migliori della nuova generazione, e il mago dell’elettronica Matthew Herbert.
Sul numero di novembre del magazine La Freccia ho intervistato Enrico Rava, un pozzo infinito di esperienza e umiltà, che mi ha raccontato questo incontro tra mondi sonori distanti.

Il programma completo

6 novembre – Gioca Jazz
8 novembre – Joshua Redman, Brad Mehldau
9 novembre – Jacob Collier
11 novembre – Shye Ben Tzur, Jonny Greenwood & Rajasthan Express
12 novembre – Richard Galliano
13 novembre – John Scofield
13 novembre – Gioca Jazz
14 novembre – La musica provata di e con Erri De Luca
15 novembre – Enrico Rava, Giovanni Guidi, Matthew Herbert
18 novembre – Stanley Jordan e Billy Cobham
20 novembre – Aaron Diehl Trio
20 novembre – Gioca Jazz
21 novembre – Daniele Tittarelli / Mario New Talents Orchestra
22 novembre – Cécile McLorin Salvant feat Jacky Terrason
23 novembre – Omar Sosa & Yilian Cañizares

Premio Franco Califano, il 24 ottobre la finale. Antonello Mazzeo: “Spazio ai cantautori dimenticati dai talent”

Franco Califano è stato un precursore in tutto. Già nel 1995, con la canzone Che locandina-califanofine hai  fatto cantautore, si interrogava sul tramonto di questa figura artistica, sempre più rara e poco valorizzata. E pensare che al tempo ancora non c’erano i talent show musicali, che poi negli ultimi anni hanno definitivamente relegato ai margini il cantautorato italiano. Il Premio Franco Califano, Che fine hai fatto cantautore, nasce proprio con l’obiettivo di ridare spazio e dignità a questa categoria artistica. Il 24 ottobre sul palco del Teatro Olimpico di Roma, alle ore 21, si esibiranno i quattordici finalisti della kermesse che sono stati selezionati in questi mesi da una giuria specializzata. La serata, presentata da Claudio Lippi e Rita Forte, è promossa da Iso Media e dalla Trust Onlus Franco Califano, quest’ultima guidata da figure fondamentali nel percorso umano e artistico del Maestro: Antonello Mazzeo, Alberto Laurenti, direttore musicale dell’evento, l’avvocato Marco Mastracci e Donatella Diana. Ho parlato dell’iniziativa e dei progetti futuri della Trust Onlus con uno dei suoi fondatori, Antonello Mazzeo, memoria storica di Franco Califano, collaboratore e amico di una vita che ha condiviso con lui serate indimenticabili, concerti, case, cadute e rinascite.

Antonello, perché avete deciso di istituire questo premio?
Il primo disco inciso dal Maestro, che abbiamo in esposizione alla Casa Museo di Ardea, è del 1962. L’ultima produzione è di qualche anno fa e si intitola C’è bisogno d’amore. Fra questi due lavori intercorrono quasi 50 anni che Franco ha vissuto da protagonista della musica italiana. Più di 20 milioni di dischi venduti, tra i quali Tutto il resto è noia che, secondo la rivista Rolling Stone, è al 57° posto tra gli album più venduti. Ha poi scritto testi per i più grandi artisti della musica italiana. E tu, caro Salvatore, ne sai qualcosa, essendo il tuo libro più che esaustivo su questi argomenti. Ha partecipato come cantante a tre Festival di Sanremo, ne ha vinto uno come autore insieme a Peppino di Capri e ha ottenuto un Premio della critica con La nevicata del 56, scritta per Mia Martini. Che fine hai fatto cantautore è un riconoscimento a un grande artista e un invito rivolto a una categoria, quella dei cantautori, che non trova spazio negli attuali concorsi musicali, per lo più talent show che condizionano l’industria alla creatività.

Con quali criteri sono stati selezionati i finalisti?
Le iscrizioni, gratuite, sono state molte. La giuria composta da professionisti del settore, tutti legati umanamente e professionalmente al Maestro (i loro nomi sono sul sito www.chefinehaifattocantautore.it) ha selezionato 14 brani inediti tenendo conto delle tematiche compositive del “mondo Califano”: l’amore, l’amicizia, il rapporto con la città, sentimenti ricorrenti nella produzione di Franco. I riconoscimenti saranno due: il Premio Califano e il Premio Roma Nuda per la composizione dialettale.

È nato da poco il nuovo sito internet della Trust Onlus e la Casa Museo del Maestro è ormai un punto di riferimento per tutti i fan. Quali sono i vostri prossimi obiettivi?
Puntiamo sulla cadenza annuale del Premio, che vorremmo veder diventare un’istituzione nel panorama musicale italiano. Abbiamo anche in cantiere progetti legati allo sviluppo della Casa Museo che puntiamo di rendere, oltre a un luogo di memoria, anche un centro di produzione e di servizi, sia musicali che culturali. Le due date che per noi sono diventate appuntamenti irrinunciabili sono il 14 Settembre e il 30 Marzo, per ovvi motivi.

La vita del Maestro è stata così intensa che meriterebbe di essere raccontata in un film lungo e dettagliato. Avete mai pensato a questa possibilità?
È un pensiero fisso della Onlus. Sappiamo però che raccontare la vita di Franco richiederebbe un impegno produttivo che non è nelle nostre possibilità. Ci vorrebbe Sergio Leone! Comunque potremmo costituire sicuramente un valido supporto nella ricostruzione della vita personale e artistica del Maestro.

Sul conto del Maestro sono state dette tante inesattezze, spesso alimentate da luoghi comuni e invidie. Tu che sei l’amico di una vita e hai condiviso con lui momenti indimenticabili, come lo descriveresti alle nuove generazioni?
Un uomo per bene!

Questa intervista è uscita anche sul sito di Radio Web Italia: http://bit.ly/2ejMyCR