Australian Open 2018 – Dimitrov, il talento non basta. Chung nella storia

Grigor Dimitrov
Grigor Dimitrov

Dimitrov, il talento non basta. Agli Australian Open le sorprese non finiscono mai: nel primo match dei quarti di finale maschili Grigor Dimitrov, numero 3 del ranking ATP, è stato eliminato dall’inglese Kyle Edmund, numero 49 del mondo, già designato dalla stampa come l’erede di Andy Murray. Se il ventitreenne britannico sarà il prossimo numero uno del Regno Unito, successore al trono di sir Andy, non lo so. Certo è che possiede un dritto devastante e una buona tenuta atletica e mentale, che gli ha permesso di stendere un baluginante Dimitrov in quattro set, con un 6-4, 3-6, 6-3, 6-4. Bisogna ammettere che anche il bulgaro ci ha messo del suo: è dall’inizio del torneo che gioca un tennis evanescente, sottotono, alternando colpi vincenti a momenti di buio. A parte nel match contro l’australiano Nick Kyrgios, in cui è sempre stato in partita, in tutti gli altri incontri Dimitrov ha fatto il minimo sindacale per portare a casa il risultato. Forse sarò cattivo, ma dal numero 3 del mondo mi aspetterei qualcosa di più, soprattutto in uno Slam. Magari che lo vincesse pure. Il talento non basta per essere un campione, ci vuole anche continuità e abnegazione.

Cilic
Marin Cilic

Cilic e Nadal. Mentre Edmund si stava già preparando a intercettare le fucilate di Nadal, la storia è cambiata improvvisamente. La sfida tra il maiorchino e Marin Cilic ha visto i due darsele di santa ragione fino al quinto set, quando la coscia destra del numero uno del mondo non ne ha voluto più sapere di funzionare, costringendolo a ritirarsi sul 2 a 0 per il croato. Peccato, perché sicuramente sarebbe stato un quinto set spumeggiante.

Chung
Chung

Chung nella storia. Nemmeno un accenno di appagamento nel braccio, nelle gambe e nella testa del giovane Chung, che nel terzo quarto di finale ha interrotto il sogno di Tennys Sandgren in tre set, con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-3, diventando così il primo coreano a raggiungere la semifinale di uno Slam. Ora, però, dovrà vedersela con Re Roger, che ha regolato Tomas Berdych con un 7-6, 6-3, 6-4. Dopo aver conquistato un primo set equilibrato e ricco di colpi scena, nei successivi Federer ha dominato il suo avversario senza lasciargli possibilità di replica né spiragli di ripresa, giocando a livelli altissimi. Se in semifinale Chung non vorrà essere travolto dovrà dare fondo a tutte le sue risorse.

Elise Mertens
Elise Mertens

Sorpresa Mertens. Mertens, sia nel calcio che nel tennis è un cognome che va forte. Nel torneo femminile la ventiduenne belga, numero 37 della classifica mondiale, ha infatti superato la favorita Elina Svitolina, numero 4 del ranking, con un perentorio 6-4, 6-0. Le sue armi vincenti sono state concretezza e nervi saldi, quelle che sono mancate invece all’ucraina. Nel prossimo turno Elise Mertens affronterà la numero 2, Caroline Wozniacki, che ha avuto ragione della Suàrez Navarro con il punteggio di 6-0, 6-7, 6-2. Le altre due semifinaliste saranno invece Simona Halep e Angelique Kerber, che hanno travolto rispettivamente Karolina Pliskova, per 6-3, 6-2, e Madison Keys, per 6-1, 6-2.

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