Breviario partigiano: Massimo Zamboni e i CSI tornano a parlare di Resistenza

Oggi parte la campagna di crowdfunding per finanziare Breviario partigiano,ex-csi
un cofanetto degli ex CSI dedicato alla Resistenza, che rappresenta il continuo di Materiale Resistente, uscito nel 1995 in occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione. L’iniziativa è partita da Massimo Zamboni, chitarrista prima dei CCCP Fedeli alla Linea e poi dei CSI, che si è interrogato su cosa rappresenti oggi la Resistenza. E con Breviario partigiano nascono anche i Post CSI, da un’idea di Giovanni Lindo Ferretti.

In questo articolo uscito oggi su ilfattoquotidiano.it, presento Breviario partigiano con la complicità di Massimo Zamboni, che mi ha raccontato l’essenza di questo progetto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/30/breviario-partigiano-post-csi-libro-dvd-cd-per-memoria-resistenza/1380798/

“Rojo”, il canto di rivolta di Giorgio Canali

Confesso. Ho sbagliato. Credevo che dopo “Nostra signora della dinamite”,

Giorgio Canali

uscito appena due anni fa, Giorgio Canali sarebbe diventato buono e avrebbe scritto solo canzoni d’amore. E invece no. Nel prossimo album il musicista ferrarese parlerà di rivoluzione, influenzato dallo spirito e dai canti che caratterizzarono quella francese. Il 26 agosto “Rojo”, così si intitola il nuovo album di Canali e Rossofuoco, uscirà nei negozi di dischi con tutta la sua carica sovversiva. Intanto Giorgio ha voluto raccontare com’è nato questo lavoro, tra “panico da pagina bianca” e folgorazioni sulla via Versailles.  

“… dopo una bella dose di panico da pagina bianca – ha raccontato Canali – il mio cervello ha ricominciato a funzionare. Come era già successo per “Tutti contro tutti”, Rossofuoco aveva già fatto tutto ciò che c’era da fare per regalarmi il materiale musicale su cui stendere i miei deliri verbali che, da mesi, erano fermi solo a qualche bestemmia in qua e in là…”

Dopo un periodo di panico e confusione, Giorgio ha ricominciato a scagliare parole sul foglio. Nella testa, come sottofondo, canti di rivoluzione.

“… una mattina mi sono svegliato con la ‘carmagnole’ in testa – ha continuato – il canto dei sanculotti incazzati che si preparavano ad appendere la classe dirigente dell’epoca ai lampioni di Paris: “dansons la carmagnole et vive le son du canon”.  Folgorato sulla via di Versailles ho cominciato ad ascoltare “ça ira” e altri canti, di tutte le rivolte popolari, confusi in un unico calderone mentale senza geografia che ha cominciato a bollire con una parola chiave: rivoluzione. Ecco, poi è venuto il resto, parole che parlavano anche di me…”

Non resta che aspettare il 26 agosto.

(Questo articolo lo potete trovare anche su http://www.radiowebitalia.it)