Ho intervistato Michele Placidoin occasione dell’uscita del film
Michele Placido
Viva l’Italia, in cui interpreta un politico che non riesce più a mentire a causa di una sindrome rara dovuta a un “incidente sessuale”. In questi giorni l’attore è anche impegnato in teatro con Re Lear. Insomma, a 66 anni non sembra mostrare cenni di stanchezza. Altrimenti non si sarebbe sposato per la terza volta e per di più con una donna di 37 anni più giovane di lui.
Mi ha detto che secondo lui il cambiamento è nelle mani dei giovani. E sulla politica attuale ha le idee chiare: «Anche noi siamo responsabili di questa situazione, probabilmente dovevamo denunciare di più questo modus vivendi. Però adesso è arrivato il momento di dire come la pensiamo, di schierarsi. In passato forse avevamo paura di perdere i privilegi anche noi, di lavorare meno, di essere etichettati di destra o di sinistra. Ora è il momento di parlare».
Copertina libro “Il tempo della musica ribelle – Da Cantacronache ai grandi cantautori italiani”
Cantacronacheai grandi cantautori italiani” (Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa), la mia seconda “fatica” che racconta l’evoluzione della canzone sociale e di protesta dal dopoguerra a oggi.
Di seguito la sinossi:
Siamo nel dopoguerra. L’Italia usciva a pezzi dal secondo conflitto mondiale. La popolazione voleva evadere dai problemi reali con un intrattenimento condito di leggerezza. In campo musicale, nel 1951 partiva il Festival di Sanremo: nasceva un tipo di canzone leggera, improntata principalmente sul tema dell’amore. Ma intanto, nella Torino degli anni Cinquanta, un gruppo di musicisti – oltre a dedicarsi allo studio del canto sociale – lavorava a un modello di canzone diversa, che raccontasse la realtà circostante. Nasceva così, nel 1958, Cantacronache, da un’idea dei musicisti Michele L. Straniero e Sergio Liberovici. In seguito il baricentro si sposta su Milano con la nascita del Nuovo
Canzoniere Italiano, gruppo in cui confluirono, dal ‘62 in poi, i membri del gruppo torinese e musicisti di diverse parti d’Italia: Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli da Roma, Gualtiero Bertelli da Venezia, Ivan Della Meada Milano, la mondina Giovanna Daffini, Caterina Bueno dalla Toscana. Al Folkstudio di Roma avverrà l’incontro tra Giovanna Marini e Ivan Della Mea, appartenenti all’ala più intransigente della canzone sociale, con un giovanissimo Francesco De Gregori e altri musicisti della nuova generazione dei cantautori. Si raccontano i sodalizi artistici, i contrasti e le chiusure nei rapporti tra i protagonisti del Nuovo Canzoniere Italiano e quelli che diventeranno i più grandi cantautori italiani. Si analizza infine quanto è successo dal 1980 in poi, ovvero dopo la fine del Nuovo Canzoniere Italiano, con il contributo dell’Istituto Ernesto de Martino, ancora oggi punto di riferimento per lo studio, la ricerca, la raccolta nell’ambito del canto sociale.
La parola a Paolo Pietrangeli, Eugenio Finardi, Giovanna Marini, Gualtiero Bertelli, Alessandro Portelli, Claudio Lolli, Michele Maisano, Andrea Satta, Marino Severini, Alessio Lega.
Si conoscono da circa vent’anni e ora hanno deciso di fare
Stefano Bollani e Irene Grandi
incontarare i loro diversi mondi musicali per un disco.
Esce oggi l’album “Irene Grandi & Stefano Bollani”. Da Viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone a No surprises dei Radiohead, dallo standard jazz americano degli anni Trenta a A me me piace ‘o blues di Pino Daniele, la coppia di artisti si è divertita a riproporre 10 cover e due brani inediti. Ma non finisce qui: il 9 novembre parte da Assisi il tour nei teatri italiani.
Venerdì sera ho intervistato uno dei migliori crooner made in Italy,
Matteo Brancaleoni
lanciato da Fiorello nel 2007 a Viva Radio 2. Si chiama Matteo Brancaleoni ed è stato da poco inserito tra i dieci migliori cantanti jazz italiani dai lettori della rivista JazzIt.
Dopo aver duettato con Michael Bublé e venduto circa 20.000 dischi con i primi due album, in questi giorni esce la sua terza fatica intitolata New Life. Nel disco una piacevole novità: per la prima volta Matteo si confronta con la composizione e lancia 5 brani inediti, oltre a 6 cover stravolte con gusto. Sono andato a conoscerlo.
Ho intervistato Luisella Costamagna in occasione dell’uscita del suo
La giornalista Luisella Costamagna
libro Noi che costruiamo gli uomini(Mondadori), in cui racconta dieci storie di donne che, con fatica e tenacia, hanno saputo “scrivere” il proprio destino. La Costamagna è partita da una recente ricerca Nielsen che evidenzia come molte donne italiane parlino ancora di loro stesse ‘autoghettizandosi’. In troppe, infatti, affermano ancora che sia giusto ‘che l’uomo guadagni di più, che la politica la facciano gli uomini, che le donne si occupino dei bambini e della casa’.
Con le sue dieci storie di ordinaria e straordinaria realizzazione ed emancipazione, la giornalista ha provato a smentire i risultati di questo sondaggio.
Ho intervistato Dacia Maraini in occasione dell’uscita del suo
Dacia Maraini
nuovo libro, L’amore rubato (Rizzoli). Otto racconti che parlano di donne vittime della violenza di mariti e compagni, a volte anche di amici. Un libro di denuncia, che narra quello che le donne non dicono o rifiutano di raccontare.
Da ragazzino i miei fratelli mi facevano ascoltare l’album The Wall
Antonella Ruggiero
dei Pink Floyd e Breakfast in Americadei Supertramp. Poi toglievano i 33 giri e tiravano fuori i 45 giri. In mezzo, tra Starting Overdi Lennon e Yoko Ono e Gianna di Rino Gaetano, ne spuntava sempre uno dei Matia Bazar. Così ascoltavo ripetutamente Solo tu e C’è tutto un mondo intorno, le mie preferite, e mi innamoravo della voce di Antonella Ruggiero. Tutto questo per dire che è stato un piacere intervistarla alla vigilia del concerto che terrà l’8 settembre a Marina di Pietrasanta, nell’ambito della festa de Il Fatto Quotidiano. Abbiamo parlato del suo presente, della sua voglia di sperimentare e di essere libera, ma anche dei vecchi tempi, gli anni con i Matia Bazar.
Le Rivoltelle sono una giovane rock bandal femminile tutta da scoprire.
Le Rivoltelle
Elena, Alessandra, Paola e Angela hanno iniziato cinque anni fa in Calabria, precisamente a Cosenza, accomunate dalla passione per la musica. Le Rivoltelle posseggono una peculiarità: sono orgogliose di essere del sud e non hanno intenzione di abbandonarlo nemmeno adesso che si trovano in piena ascesa.
L’anno scorso è uscito il loro primo disco, Donne italiane, dedicato alle figure femminili che, pur rimanendo nell’ombra, hanno contribuito a far crescere l’Italia. Mentre a giugno di quest’anno è uscito il loro secondo lavoro omonimo trainato dal singolo anti-casta Ve ne andate o no?, una canzonecontro potere e privilegi.
Incuriosito da queste giovani musiciste rock, sono andato a conoscerle meglio. Vi propongo l’intervista che ho realizzato per ilFattoQuotidiano.it.
Festival, in anteprima nazionale, il suo nuovo spettacolo Progetto Odissea, un contributo alla grecità contemporanea, soprattutto per quanto attiene alla poesia, alle musiche tradizionali e popolari. L’ho intervistato per Leiweb e mi sono fatto raccontare il suo punto di vista sull’Europa, sulla classe politica e sui mercati.
È iniziato tutto con la canzone Pompo nelle casse,che ha ricevuto
Power Francers
in rete oltre 7 milioni di contatti. Poi sono arrivate Bonita, Disco Boy, Lei che lo vuole e Mamma. E in poco tempo i Power Francers, gruppo musicale formato da tre ventenni della provincia di Chieti, sono diventati il fenomeno musicale del web. Così la EMI Music si è accorta di questi giovani musicisti e, in un periodo di crisi come questo, ha deciso di puntare sul loro web elettro-pop.
Ho intervistato per Leiweb Caterina, in arte Katerfrancers, la cantante di questa band che apre nuovi orizzonti nel panorama musicale italiano. In un’epoca in cui se non partecipi a un talent show non sei nessuno, i Power Francers vanno in controtendenza e sono già un fenomeno musicale prima di incidere il loro album d’esordio. Tutto grazie alla rete.